#iolochiedo: una mattinata nelle scuole

da | Ott 27, 2021 | BLOG

22 ottobre: come cerchi nell’acqua si diffonde in Italia la cultura del rispetto.

Una mattinata con le scuole sulla costruzione del consenso consapevole.

La campagna “Io lo chiedo”

 Il 22 ottobre non è una data di quelle scritte sul calendario, da celebrare, ma per noi di Interessere Mindfulness in Azione e per alcune scuole italiane è stata una giornata importante, da ricordare.

I promotori della campagna

 Le cose che restano impresse nella memoria nascono da lontano, e questa giornata è stata il frutto di un percorso iniziato a febbraio del 2021, grazie all’incontro dell’interesse e dell’iniziativa di due importanti promotori: Amnesty International Italia e la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Insieme a noi di Interessere Mindfulness in Azione si è creata una sinergia nella campagna a livello nazionale “Io lo chiedo”, mirata a promuovere la conoscenza, l’approfondimento e la diffusione di un tema cruciale, ma anche spesso sottaciuto, o non ben compreso: quello del consenso all’atto sessuale.

 

Il tema del consenso consapevole

Un tema che nell’ambito di questa campagna è stato affrontato da tanti punti di vista: giuridico, culturale, sociale, ma anche – e qui in particolare si è situato il contributo di Interessere Mindfulness in Azione – psicologico, emotivo e formativo, che ha gettato dei semi importanti e dato dei frutti significativi.

Sì, perché il 22 ottobre è stato il momento in cui il percorso di formazione intrapreso insieme a 25 scuole secondarie superiori di tutta Italia – dal Piemonte alla Sicilia – si è manifestato nella sua splendida, intrigante complessità e varietà di voci, sguardi, presenze.

 

La formazione

 La formazione era cominciata a febbraio 2021 con la stesura di una guida per gli insegnanti e proseguita a marzo coinvolgendo direttamente in una serie di incontri online 25 insegnanti e 50 studenti provenienti dalle varie scuole in una serie di approfondimenti, sperimentazioni e riflessioni sul tema del consenso consapevole.

 

Farsi domande

 Si è partiti dalle domande: Cosa vuol dire davvero essere consenzienti? E come si fa a capire se una persona lo è? Che caratteristiche deve avere il consenso per essere davvero un atto consapevole e chiaro di consenso? E come accogliere un rifiuto o un cambiamento di condizioni anche nell’ambito di un rapporto che sembra – appunto, sembra…almeno a uno delle due persone coinvolte – scontato?

E ancora ci siamo chiesti: che ruolo ha in tutto questo la consapevolezza di sé e del contesto? Quali strumenti può darci la mindfulness per aiutarci a fermarci e a saper gestire le emozioni e gli stati d’animo potenti e confusi che possono manifestarsi in tali momenti?

Tutte domande delicate che i ragazzi non sono soliti porsi, e che spesso non trovano risonanza nell’informazione a cui abitualmente sono esposti o nella comunicazione all’interno delle famiglie.  Domande che, anche da parte degli adulti, non vengono spesso prese in considerazione nella loro importanza, perché molto si dà per scontato e perché tanti pregiudizi e tanti condizionamenti culturali non rendono facile fermarsi e dedicarsi a una riflessione approfondita ed esauriente su questo argomento.

 

I semi germogliano

I piccoli nuclei formati dagli insegnanti e studenti che si sono generosamente messi in gioco in questa esplorazione – i semi di consapevolezza – hanno poi germogliato in un’opera di peer education nell’ambito delle varie scuole coinvolte e di diffusione del tema anche al difuori dell’ambito strettamente scolastico.

Si è così generata un’onda di interesse, curiosità, e desiderio di condividere le scoperte e le comprensioni suscitate da questo progetto che si sono concretizzate in una serie di iniziative realizzate dai ragazzi (ragazze e ragazzi insieme, anche se il tema toccato è apparentemente più femminile – ma che bello vedere i ragazzi parlare di rispetto, libertà di scelta e consenso!) con la guida discreta e attenta dei loro docenti.

La ricchezza e la particolarità di questo progetto è stata proprio anche questa possibilità da parte dei ragazzi e dei docenti insieme di farsi loro stessi interpreti delle comprensioni suscitate dal percorso di formazione nei confronti dei loro compagni, in un impegno che gradualmente è diventato un obbiettivo comune condiviso da tutti.

 

Una giornata per condividere

Ed ecco che il 22 ottobre era il momento di riunirsi di nuovo e godersi insieme questa miriade di “cerchi nell’acqua”, ognuno nato in una diversa realtà e realizzato con una differente modalità, ma tutti – nessuno escluso – intensi, densi di significato, di coinvolgimento, di fantasia, di intelligenza: di quella intelligenza però che non nasce dall’essere preparati o aver imparato una lezione, bensì piuttosto dall’essere stati “trasformati” da una comprensione profonda.

 

I contributi dei ragazzi e delle ragazze

Trasformati e arricchiti, perché è questa l’impressione che tutti noi abbiamo ricevuto da questa preziosa occasione di incontrarsi, guardarsi negli occhi, sentire anche l’emozione, la timidezza, la serietà, la semplicità e nello stesso tempo la profondità dei ragazzi, il loro darsi la parola, il loro fare insieme, e la bellezza dei contributi che erano stati realizzati e sono stati per la prima volta condivisi, da Torino a Trapani, da Perugia a Castellammare del Golfo, e da tanti e tanti altri luoghi.

Un caleidoscopio di contributi di cui non finiamo di sentirci grati: video, mostre, narrative, rappresentazioni teatrali, danza, ricerca, panchine rosse, dipinti e cartoline, e incontri con le istituzioni e le associazioni di volontariato in una ricchezza di sfumature e di iniziative che hanno toccato infine tantissimi ragazzi e ragazze, docenti, famiglie, e sono entrati nel tessuto sociale di tanti luoghi in Italia. Altri semi che possono ancora continuare a germogliare, e proprio per questo abbiamo desiderato di renderli visibili sul nostro sito in una pagina dedicata: https://interessere.info/il-consenso-consapevole/

 

E non finisce qui

Questi contenuti continueranno ancora ad essere diffusi dalle scuole dove le iniziative proseguono e saranno ancora protagonisti nella giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, nel corso di un incontro organizzato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

Perché la cultura del rispetto e del consenso consapevole è un processo che si costruisce tutti insieme.